Odg, Chieri chiede modifica ddl Concorrenza

Il Comune di Chieri chiede al Governo la riformulazione dell’art. 6 del Ddl Concorrenza, superando il criterio attualmente proposto della competenza esclusiva statale, tenendo conto del ruolo dei Comuni come interpreti dei bisogni delle loro cittadinanze, nell’ottica della promozione di servizi pubblici locali efficienti e anche del rispetto delle scelte a favore della popolazione, in particolare di quella più fragile: è quanto previsto nell’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio comunale di Chieri (17 voti favorevoli). Primi firmatari del documento sono le consigliere comunali Clara BRAMARDI Sicchiero per Chieri Si), Manuela OLIA (Partito democratico) e Mariella TAGLIAVIA (Chieri Ecosolidale).

Ecco il risultato del voto in consiglio comunale sulla mozione presentata dalla maggioranza

«L’art. 6 del Ddl Concorrenza interviene direttamente sul ruolo dei Comuni e sulla gestione dei servizi pubblici locali, ponendo questa materia nell’ambito della competenza esclusiva statale-commenta il consigliere comunale Claudio MARTANO (Pd)-prevedendo condizioni restrittive all’autoproduzione da parte dei Comuni, resa di fatto residuale rispetto all’affidamento a gara, ed incentivando così la gestione da parte delle multiutility, che certamente garantiscono maggiori economie di scala, ma senza conoscere le caratteristiche delle comunità locali. In alcuni casi il mercato e la gestione privata possono garantire migliori risultati, ma talvolta la logica del profitto può andare a discapito della qualità dei servizi. Riteniamo che i Comuni debbano essere messi in condizione di gestire i servizi pubblici locali senza restrizioni e difficoltà aggiuntive, ovviamente dando garanzia di produttività e di efficienza».Il documento, impegna anche Sindaco e Giunta «a promuovere, anche in concorso con altri enti locali, l’avvio di una discussione pubblica sul ruolo dei Comuni, dei servizi pubblici, dei beni comuni e della democrazia di prossimità dentro un contesto di ripensamento del modello sociale dettato dalla necessità di affrontare la diseguaglianza sociale e la crisi climatica, evidenziate dalla pandemia».

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